Ancora pochi posts, ma i vostri commenti già spolverano nella mia mente dei vecchi episodi risalenti all’inizio di quest’anno e che hanno modellato alcuni miei modi di pensare. In questo caso è stato il commento di ilpargolo nella parte: “C'è da dire che poi il relativismo che implicitamente ammettiamo ogni giorno come la base della conoscenza ci induce a considerare ogni punto di vista egualmente valido, quando così non è.”
Istintiva la mia risposta: “[…] ritengo che quei punti di vista che tu dici non essere egualmente validi non siano altro che delle giustificazioni che le persone usano per procedere in modi che loro sanno sbagliati, ma li preferiscono per andare a loro vantaggio.”
Sì perché quest’anno mi è capitato di osservare una cosa: alcune persone agiscono nel loro interesse e dopo chiedono scusa. Insomma, si può dire che usano la scusa del perdono: una volta che loro si mostrano pentiti, la colpa passa a chi riceve le scuse per non saper perdonare. A me è sempre stato insegnato che il perdono va ai pentiti e non a chi ha pianificato le scuse. E questo atteggiamento, in tutta sincerità, mi lascia a bocca aperta.