mercoledì 20 ottobre 2010

Sesso e Amore

"...ti innamori di una persona che ti indica la strada per progredire nel quadro delle circostanze di quel momento. Allora per uscir fuori dalla trappola esistenziale in cui eri finito o in cui ti eri cacciato, per liberarti di una schiavitù ormai insopportabile, ti serviva quella persona con le sue qualità, le sue idee, con il suo corpo, ciò che essa simboleggiava, ciò a cui essa alludeva. Tutte queste cose trasfigurate dall'innamoramento ti sono state d'aiuto per vincere la tua partita.

Ma poi col passare del tempo tu hai dovuto incontrare altri problemi e quella persona che era la tua compagna e la tua guida, non ti serve più per progredire.

Non perché sia peggiorata, ma semmai perché è rimasta la stessa. La fine di un amore è sempre amara per entrambi perché ciascuno rimpiange all'altro di non essere come lo aveva immaginato, mentre in realtà gli rimprovera di essere proprio ciò che era.”


da "Sesso e Amore", F. Alberoni

lunedì 18 ottobre 2010

La Ragione è la Madre dei Sentimenti

- "È sbagliato. Perché così dicendo affermi che razionalmente decidiamo cosa provare. Eppure tutti sappiamo per esperienza che il più delle volte la testa e il cuore viaggiano in direzioni opposte. Per questo ti dico che il sentimento non può nascere dalla ragione."
- "È vero. Ma adesso non pensare al sentimento come il frutto della ragione. Pensa a una madre che vede i suoi figli crescere. A una madre che guarda i figli tacitamente, e li educa per farli andare avanti nella giusta direzione. Che non sopprime i sogni dei figli, ma li guida. E con la lucidità di chi è al di fuori sa indicar loro quando proseguire e quando fermarsi.  Non credi che la ragione sia una madre?"



domenica 17 ottobre 2010

Nuovo Template

Dopo aver dimostrato che le apparenze ingannano (e non poco), ho deciso di cambiare il template al mio blog. Così appare un po' diverso. È coerente, no? Un po' meno piatto e un po' più personalizzato, cambio radicale dal viola all'azzurro, e il nuovo tentativo di implementare il tasto "mi piace" nei posts.

Anche il "nuovo" avatar è intonato con lo stile azzurrino, però mantiene un po' quel tocco di viola del template precedente.

Però non lasciatevi ingannare dall'apparenza! I posts non sono cambiati né cambieranno.


giovedì 14 ottobre 2010

Le Apparenze...

"E come hai conosciuto il tuo ragazzo?"

"Ti ricordi il mio ex?"

"Sì"

"Era il suo migliore amico"

"Che str*nza!"


martedì 5 ottobre 2010

Ricolleghiamo i fili

Mi sono accorta che leggendo i commenti del mio ultimo post mi viene sempre da rimandarvi al mio penultimo post. Allora ricollego un attimo i fili, e ve li faccio leggere insieme. Prima il penultimo e poi l’ultimo, inserendoci nel mezzo un mio vecchio intervento.


                 “Io credo che spesso trasformiamo le persone in sensazioni, per questo non riusciamo più a capirle. All'inizio riusciamo a conoscerle per quello che sono. Poi analizziamo, sintetizziamo e facciamo esperienza del loro modo d'essere. Col tempo trasformiamo l'esperienza in pregiudizio, partendo prevenuti. E non vediamo più le persone, ma delle sensazioni

                  “Se tu compri una piantina che ti piace, e ansioso di vederla crescere ci metti più acqua con la speranza che cresca prima, alla fine la piantina affoga e muore. Perderai l’acqua, la piantina e le tue aspettative. E starai sempre a chiederti che cosa hai fatto di sbagliato, perché quello che a te appare è che le hai dato quello di cui aveva bisogno. Ma non ti accorgi che il problema è proprio che gliene hai dato troppo e tutto insieme.
Anche il troppo bene fa del male, sia a chi lo riceve che a chi lo dona. E l’eccessivo bene è il male più difficile da comprendere e accettare.”

                   "Se noi proviamo qualcosa ma gli altri capiscono il contrario, non è sbagliato quello che proviamo ma come lo esprimiamo. E per quanto avremo la consolazione che per come ci siamo espressi siamo stati noi stessi, non verremo comunque capiti. Bisogna uscire da sé stessi e chiedersi cosa appare delle proprie azioni. Tu sai il significato delle tue azioni. Vedi se fuori di te appare quel valore. Noi non dobbiamo cambiare per gli altri, ma per noi stessi. Dobbiamo cambiare per esprimere quello che proviamo"

 


Essere sé stessi a volte è una consolazione

"Se noi proviamo qualcosa ma gli altri capiscono il contrario, non è sbagliato quello che proviamo ma come lo esprimiamo. E per quanto avremo la consolazione che per come ci siamo espressi siamo stati noi stessi, non verremo comunque capiti. Bisogna uscire da sé stessi e chiedersi cosa appare delle proprie azioni. Tu sai il significato delle tue azioni. Vedi se fuori di te appare quel valore. Noi non dobbiamo cambiare per gli altri, ma per noi stessi. Dobbiamo cambiare per esprimere quello che proviamo"