«Scivoli via, come l'acqua di una cascata. Ed io lì sotto che non posso fare a meno di lasciarmi accarezzare dalle tue gocce prima di dirti addio. E guardando per l'ultima volta l'acqua ai miei piedi cerco ancora il coraggio di uscire, portando via con me qualche goccia di te che il sole asciugherà. Un giorno, prima o poi.»
martedì 29 novembre 2011
martedì 8 novembre 2011
Gli estremi mi appiattiscono
«Sai qual è il problema? È che con te non riesco ad avere le sfumature, ed una vita di estremi mi appiattisce. Soprattutto perché io non credo negli estremi. Non credo nell'estremo amore e nemmeno nell'estremo odio. Puoi volare in alto quanto si vuole ma il cielo non potrai mai sfiorarlo. E puoi sprofondare nella Terra ma brucerai se cerchi in tutti i modi di arrivare al centro. È così, ed è proprio come dev'essere. Per farci capire che l'estremo non si può raggiungere, che non abbiamo mai motivo di pensare che possiamo smettere di volare, perché c'è ancora da scoprire, e mai smettere di voler risalire, perché possiamo ancora sprofondare. È questo che ci dà la possibilità di non vedere i confini, che ci permette di vincere la paura senza mai ucciderla e di trovare conforto nella speranza.»
Cit.
Cit.
lunedì 31 ottobre 2011
Felicità tra parentesi. (Felicità)
È questo, a parer mio, il modo migliore di chiamare quella felicità che vi tiene compagnia, ma solo per un po'. Non so, a una festa, quando ci si vede con gli amici e ci si sente felici, si sente che le cose vanno bene. E poi, basta varcare la porta della casa o del locale dove si tiene la festa e già lo sguardo va per terra, e i pensieri che avevate lasciato fuori vi travolgono facendovi dimenticare della felicità che avete trovato all'interno.
Capita, a volte, anche a voi?
giovedì 20 ottobre 2011
Il punto di vista
«Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. [...] È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco, o assurdo... ci dovete provare!»
domenica 16 ottobre 2011
“È come mettere due ferite a contatto...”
Nala: “È come mettere due ferite a contatto: all'inizio brucia, poi cicatrizzano insieme.”
Scarlet: “E chi ti dice che questo sia un bene?”
Nala: “Beh, in questo modo due persone crescono più forti insieme. Con l'aiuto ed il sostegno reciproco superano ciò che non va, e diventano sempre più una cosa sola.”
Scarlet: “Per fare in modo che due persone siano una cosa sola è necessario prima che ognuna sia in grado di essere sé stessa. Altrimenti al posto di essere una cosa sola, insieme, va a finire che uno dei due diventa l'appendice dell'altro”.
Nala: “Forse hai ragione. Due ferite possono sempre appoggiarsi l'una all'altra senza essersi cicatrizzate insieme. E allo stesso tempo scivolare quando c'è bisogno che qualcosa cambi.”
Scarlet: “E chi ti dice che questo sia un bene?”
Nala: “Beh, in questo modo due persone crescono più forti insieme. Con l'aiuto ed il sostegno reciproco superano ciò che non va, e diventano sempre più una cosa sola.”
Scarlet: “Per fare in modo che due persone siano una cosa sola è necessario prima che ognuna sia in grado di essere sé stessa. Altrimenti al posto di essere una cosa sola, insieme, va a finire che uno dei due diventa l'appendice dell'altro”.
Nala: “Forse hai ragione. Due ferite possono sempre appoggiarsi l'una all'altra senza essersi cicatrizzate insieme. E allo stesso tempo scivolare quando c'è bisogno che qualcosa cambi.”
domenica 9 ottobre 2011
Momenti di critica ai SocialNetwork
«Che poi vorrei dire, no:
Situazione sentimentale: Sposato/a, Divorziato/a, Vedovo/a, Single.
Quello è lo Stato Civile. Al massimo dovevano mettere 'Innamorato/a', 'Deluso/a', 'Cuore a pezzi' come situazione sentimentale.»
Situazione sentimentale: Sposato/a, Divorziato/a, Vedovo/a, Single.
Quello è lo Stato Civile. Al massimo dovevano mettere 'Innamorato/a', 'Deluso/a', 'Cuore a pezzi' come situazione sentimentale.»
martedì 27 settembre 2011
Guardarsi e riflettere
Non so perché, ma ho sempre avuto problemi con le mezze misure. Mi ricordo che quando ero piccola mio padre rimproverava spesso la mia fretta nel raggiungere un obiettivo, senza pensare ai giusti passi per riuscire a conseguirlo. Poi le cose sono cambiate, fino a rovesciarsi. La prima cosa che mi dico di fronte a un obiettivo è: non avere fretta. E mentre vedo che gli altri si disperano e si affannano per portarlo a termine il prima possibile, io quasi rido della loro fretta. Ma nel frattempo io non faccio neanche un passo verso l’obiettivo, perché “non devo avere fretta”. E alla fine, resto dove sono. O meglio, cammino fino al primo ostacolo.
In realtà, il mio problema per il conseguimento di un obiettivo l’ha individuato anni fa il mio insegnante di musica quando studiavo ancora violino. Mi disse: “Tu hai un’ottima prima vista, e questo ti frega; ottieni subito qualcosa di apprezzabile, e ti accontenti senza andare a migliorarti”. Mai parole più vere. Sì, perché ogni volta che intraprendo un nuovo percorso, ogni volta che miro a un nuovo obiettivo, parto in quarta e corro più veloce di molti altri fino a quando le mie capacità me lo permettono. Ma poi mi accontento, e al primo ostacolo mi fermo.
È come se non mi fosse ben chiaro che avere delle attitudini non vuol dire essere bravi, ma essere più agevolati a diventare bravi in qualcosa. E io mi limito a ciò che le mie attitudini mi consentono, per questo resto sempre ferma.
In realtà, il mio problema per il conseguimento di un obiettivo l’ha individuato anni fa il mio insegnante di musica quando studiavo ancora violino. Mi disse: “Tu hai un’ottima prima vista, e questo ti frega; ottieni subito qualcosa di apprezzabile, e ti accontenti senza andare a migliorarti”. Mai parole più vere. Sì, perché ogni volta che intraprendo un nuovo percorso, ogni volta che miro a un nuovo obiettivo, parto in quarta e corro più veloce di molti altri fino a quando le mie capacità me lo permettono. Ma poi mi accontento, e al primo ostacolo mi fermo.
È come se non mi fosse ben chiaro che avere delle attitudini non vuol dire essere bravi, ma essere più agevolati a diventare bravi in qualcosa. E io mi limito a ciò che le mie attitudini mi consentono, per questo resto sempre ferma.
martedì 20 settembre 2011
Fatalismo
«Io penso una cosa, che quando si guarda al passato bisogna essere un po' fatalisti. Se abbiamo fatto delle scelte è perché le condizioni del momento ci hanno portato a pensare e ad agire così. E non si può rimpiangere quello che si è fatto, perché le cose non potevano andare diversamente se tu eri convinto che dovessero andare così»
martedì 22 febbraio 2011
Aquilone
"Un aquilone, ecco cosa sono. Posso volare in alto, sì. Ma solo se qualcuno mantiene il filo. E quando sono in alto non devo pensare di essere un'aquila, perché se taglio quel filo nessuno ha il controllo e il vento diventerà il mio padrone. Fino a quando non cadrò a terra, e dovrò trovare chi ricominci. Qualcuno che ricominci a farmi ripartire a poco a poco, a farmi planare, risalire fino alle nuvole. Qualcuno che sia in grado di tenermi lissù nonostante il vento sia contrario. Non sarò un'aquila, ma al cielo posso arrivarci lo stesso. Se qualcuno è abbastanza abile da stringere quel filo." |
sabato 19 febbraio 2011
Attualità: Inno Nazionale Italiano
Ci sono paesi in cui i bambini della prima elementare conoscono a memoria l'Inno della propria Nazione. Ma non per divertimento: in Argentina, ad esempio, ogni anno scolastico inizia con due ragazzi che innalzano nel silenzio la bandiera del Paese, e dal successivo canto da parte di tutti gli studenti dell'Inno Nazionale.
Come dar torto a Benigni, guardate se cerchiamo il nostro Inno su youtube:

Come dar torto a Benigni, guardate se cerchiamo il nostro Inno su youtube:
mercoledì 16 febbraio 2011
Difettosamente perfetto
«Quanto più un oggetto tende alla perfezione, tanto più si notano i suoi difetti.»
Vi è mai capitato di conoscere una persona con un bel viso, ma con uno e un solo difetto vistoso? Non so, un naso storto, un neo, un ciuffo arruffato. E avete mai notato dove cadono sempre i vostri occhi quando le guardate il viso?
Ora, guardate il viso di una persona con un naso storto, un neo e un ciuffo arruffato. I vostri occhi cadono sempre nello stesso punto?
La quasi perfezione compete con la perfezione, ma risulterà sempre perdente. L'imperfezione no, non si confronta nemmeno con la perfezione.
venerdì 11 febbraio 2011
"Leggere la gente"
"Sapeva leggere Novecento, non i libri. Quelli sono buoni tutti. Sapeva leggere la gente, i segni che la gente si porta addosso, posti, rumori, odori. La loro terra, la loro storia, tutta scritta addosso. Lui leggeva e con cura infinita catalogava, sistemava, ordinava in quella immensa mappa che stava disegnandosi in testa. Il mondo magari non l'aveva visto mai, ma erano quasi trent'anni che il mondo passava su quella nave. Ed erano quasi trent'anni che lui su quella nave lo spiava. E gli rubava l'anima."
venerdì 28 gennaio 2011
"Sogno" (momento poetico)
Rovistando tra vecchi ricordi ho ritrovato questa vecchia poesia scritta all'età di 13 anni. A ispirarmela furono le lezioni d'inglese in cui si studiava la differenza tra i verbi di percezione (see, hear...) e quelli di azione prolungata (look, watch, listen...). La poesia è la seguente:
Un sogno è tutto ciò
che i nostri occhi guardano
ma non vedono,
che le nostre orecchie ascoltano
ma non sentono,
quello che le nostre labbra dicono
ma non pronunciano,
che le nostre mani formano
ma non toccano.
È tutto quello che le nostre menti immaginano
ma non realizzano,
che i nostri cuori sperano
ma non vivono.
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