Bene, dopo questa inaspettata accoglienza non c’è altro da fare che andare avanti continuando a scrivere. E allora prendo spunto da una frase che, da brava neosplinderiana, ho letto in questi giorni andando in giro tra i diversi space: “Vedi di non chiamare intelligenti solo le persone che la pensano come te”.
È una frase che devo tenere ben a mente, perché in effetti mi è stato fatto notare che alcune volte cado in questo errore. Scrivo nella convinzione che le mie parole siano assolute e condivise da tutti, senza accorgermi che quello che a me può sembrare così normale e scontato, per qualcun altro potrebbe non esserlo. Scrivo in questo modo perché rendo Legge Universale una mia massima, per citare il famoso filosofo Immanuel Kant, e finisco col pretendere che la mia massima sia davvero Legge Universale.
Eppure è strano, perché io parlo di pesi e di misure. Ma dovrei rendermi conto che in alcune cose il metro per la valutazione delle misure non è una Legge condivisa da tutti, ma uno strumento influenzato dalla nostra soggettività.
E allora probabilmente è necessario che io impari a esporre il mio pensiero certamente con convinzione, ma senza pretesa di condivisione da parte di chi mi ascolta.
Sì, qui si pratica generalmente un sano relativismo; benvenuta :)
RispondiEliminaio, quelli che la pensano come me, li ritengo dei deficienti. Dovrebbe andar bene...
RispondiEliminaBenvenuta, allora. Io non ci ho capito niente, ché quando vedo Kant (o Hegel) mi vengono le mie cose.
RispondiEliminama sai che palle se gli altri la pensassero come me...
RispondiEliminaAnche io cado in questo errore. Penso che tanti ci caschino. Lieta di consocerti!
RispondiEliminaSecondo una della conseguenze del principio di inteterminazione di Heisenberg la misura altera il fenomeno, quindi nel momento in cui proverai a misurare la realtà un po' la piegherai al tuo occhio. Poi ci sono tante altre questioni filosofiche sulla conoscibilità etc etc ma io fuggirei da sofismi vari.
RispondiEliminaC'è da dire che poi il relativismo che implicitamente ammettiamo ogni giorno come la base della conoscenza ci induce a considerare ogni punto di vista egualmente valido, quando così non è. Anzi ci spinge ad affermare che esistono tante verità quanti gli osservatori. Da qui molti saltano alla conclusione che ognuno può costruirsi la verità che gli pare, senza fare i conti con la realtà.
Secondo me è realmente intelligente chi si rende conto che certi punti di vista possono essere migliori di altri e li sceglie, e sopratutto che la realtà è unica con tante sfaccettature. ma sempre una ed una sola.
Se la pensi come me allora sei intelligente! :P ;)
Ciaü! =)
Eh già, purtroppo quello di cui parli è un errore abbastanza diffuso. Io stessa, nei primi tempi che ero su Splinder, ho ripetutamente fatto gaffes del genere o__o
RispondiEliminaMi piaciui sempre più! ;)
RispondiEliminaMa no nti preoccuapre: al momento giusto ti smonto! :P
Ciaü! =)
Poi anche il relativismo è relativo.. :-)
RispondiEliminaNel mio blog ho preparato una selezione di brani per ballare a capodanno
RispondiEliminaAdesso sto passando per commentare con una delle canzoni da me scelte selezionandole a caso!
A te è capitata questa! Non è colpa mia!
Sì, ma è il minore dei mali rispetto all'assolutismo assoluto :-P
RispondiEliminaEh, sì, tutto è relativo :)
RispondiEliminaSingolare caso di coincidenza degli opposti! La riformulo in senso ancor più assolutistico: "tutto è relativo, anche quest'affermzione" ;-)
RispondiElimina@playhendrixplay: ahahah cos'è, vogliamo citare anche Cusano e la coincidentia oppositorum?
RispondiEliminaNon so se l'Autore autorizzi un uso così disinvolto del suo pensiero, ma noi non ci formalizziamo troppo :-)
RispondiEliminaA proposito di pesi e misure riordo di aver letto un racconto di Roth intitolato il peso falso, storia di un verificatore di pesi e misure, è quello che ti ha ispirato il titolo?
RispondiEliminaOra chi farà una ricerca su Cusano e Roth si imbatterà nei nostri commenti...
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