venerdì 5 marzo 2010

Essere o non essere?

Ultimamente mi accade di essere sottoposta più volte a un quesito al quale ancora non ho trovato una risposta. Bisogna essere ciò che si è o bisogna impegnarsi ad essere come si vorrebbe essere? Nel primo caso dovremmo dire “sono così, esatta o sbagliata vado avanti senza correggere i miei difetti”. Nel secondo caso potremmo rischiare di modificare il nostro modo di essere tanto da sradicare in noi il nostro istinto e la nostra spontaneità. Nessuno è perfetto, ma bisogna tendere alla perfezione o accontentarsi dell’imperfetto senza cercare di correggerci? E se tutti tendessero alla perfezione cosa ci distinguerebbe? C’è anche qui una ricerca di equilibrio?

(PS: rivoglio le vecchie faccine!)

11 commenti:

  1. maledetti_architetti7 marzo 2010 alle ore 02:44

    perfetti(*) o imperfetti(**), siamo comunque importanti!





    note:

    (*) - architetti

    (**) -ingegneri



    PS: sciopero delle faccine brutte

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  2. @capitanotutteame: sì, un po' lo pensavo anch'io. In sostanza ognuno tende alla propria perfezione, quindi alla fine si resta comunque diversi.

    E anche io penso che sia sempre meglio tendere al miglioramento e correggersi, ma alla fine molti mi dicono "non sei spontanea". Allora la domanda, ironia della sorte, è nata spontanea!!

    @maledetti_architetti: sì, direi che sono d'accordo con i segni che hai messo:

    (*) - architetti

    (**) - ingegneri

    da cui si deduce che con meno architetti si ottiene la perfezione, e con meno ingegneri si ottiene l'imperfezione!!

    PS: non metto faccine perché sciopero anch'io (anzi, ho indetto io la protesta!!)

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  3. maledetti_architetti10 marzo 2010 alle ore 14:28

    son sofismi....

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  4. Improvvisare, semplicemente :)

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  5. mhhhhhhhhhhh La perfezione non esiste. Poi... chi dice che essere cosi come si è, spontanei allo "stato brado", sia il nostro essere più veri. E se invece lavorando su noi stessi facessimo uscire la nostra parte più vera, profonda e che più desideriamo? Ovviamente bisogna essere bravi anche in questo. Io sono per la seconda soluzione, lavorare su me stesso e ne ho ancora tanta strada da fare... Ad ogni modo entrambe, quella più spontanea e quella più costruita sono nostre, cambia solo la modalità con cui le facciamo uscire. Un particolare che può fare la differenza. Ciao

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  6. @maledetti_architetti: son realtà... :D

    @Lupacchiotto82: beh, per improvvisare si segue l'istinto. Quindi in sostanza sei per la spontaneità!!

    @nicolavitale: bella questa domanda come riassunto del mio post: "Chi siamo noi? La nostra spontaneità o le nostre aspirazioni?"


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  7. Più o meno entrambi. :-)

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  8. beh, io cercherei di migliorare il massimo possibile...ma senza starci troppo male, se non ci riesco! E....di una cosa sono sicuro: che, diversamente da come fanno molti....non è proprio invece il caso, di voler cambiare...solo per piacere agli altri! Bello essere noi stessi fino in fondo....e a chi non piace, pazienza...

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  9. è impossibile diventare ciò che non si è, esattamente come non possiamo tenere eternamente stretto un pugno... prima o poi, allenterai la presa, e allora tutto il braccio riacquisterà la sua naturale postura e avvertirà di essere libero....



    riscopriamoci

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  10. Io solitamente cerco di essere il più possibile ciò che sono, in modo da non essere ciò che non sono per propensione di nascita. Ma ancora non mi sono chiari alcuni passaggi. Lo devo ammettere.

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  11. @nicolavitale: d'altronde, come mi è stato fatto notare, con il tempo e con l'esperienza cambia anche la spontaneità

    @skarbie: beh, diciamo che per piacere agli altri proprio no, ma per venirsi incontro alcune volte è necessario. Purtroppo non credo esista quella persona con cui tutto è perfetto e bisogna essere sempre predisposti al venirsi incontro. L'importante è sempre essere sicuri che ne vale la pena andare incontro a qualcuno senza cambiarsi radicalmente.

    @iLLupOcchirossi: è vero che noi abbiamo una certa natura, però credo anche che non provare a migliorarsi vuol dire non evolvere e non crescere. Certo, forse non possiamo diventare il nostro opposto, però modificarci in parte forse sì :-)

    @serrenett: non ti sono chiari alcuni passaggi del mio post o di come ci si deve "comportare"?

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