martedì 5 ottobre 2010

Essere sé stessi a volte è una consolazione

"Se noi proviamo qualcosa ma gli altri capiscono il contrario, non è sbagliato quello che proviamo ma come lo esprimiamo. E per quanto avremo la consolazione che per come ci siamo espressi siamo stati noi stessi, non verremo comunque capiti. Bisogna uscire da sé stessi e chiedersi cosa appare delle proprie azioni. Tu sai il significato delle tue azioni. Vedi se fuori di te appare quel valore. Noi non dobbiamo cambiare per gli altri, ma per noi stessi. Dobbiamo cambiare per esprimere quello che proviamo"

8 commenti:

  1. pienamente d'accordo, anche se spesso è difficile comprendere questo concetto

    le auguro una buona giornata

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  2. L'altro non è così sempre attento e voglioso di capire e noi non siamo sempre così incapaci di esprimerci nel miglior modo possibile. E' un post molto lucido il tuo, ma anche molto razionale.

    Saluti
    Spirit

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  3. Verissimo. E' importante conoscersi a fondo proprio per avere gli strumenti necessari a capire se quello che siamo e quello che riusciamo a trasmettere sono coerenti. A volte però non è nemmeno colpa nostra, è chi ascolta che vuole capire solo ciò che gli fa comodo. 
    Molto bello il pensiero sul cambiamento. Io forse direi che se dobbiamo cambiare è per salvaguardare l'equilibrio che ci permette di essere ciò che siamo, ma forse a ben guardare è un po' la stessa cosa.

    Ciao, complimento per il blog ^_^

    SU

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  4. ma siamo noi che sbagliamo o gli altri che non ci capiscono?
    siamo sicuri che siamo noi a dover cambiare?
    qualcosa dovranno sforzarsi di fare anche gli altri
    ciao

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  5. come noi crediamo di esserci espressi perfettamente, decodificando i nostri stessi segnali in un certo modo, è probabile, che se anche si facesse lo sforzo di capire come decodificano gli altri (e lo si fa in realtà sempre, solo inconsapevolmente), sarebbe quasi inutile, perchè ognuno decodifica con il proprio modo, quindi bisognerebbe porsi ad ognuno in modo differente, in base al loro modo di percepire le cose. Inoltre non potremmo mai esser del tutto sicuri che hanno interpretato nel modo corretto, perchè nel momento che loro tentano di far capire come ti hanno interpretato, con gesti o parole, ebbene avremo il nostro modo di decodificare che è diverso dal loro-per loro, e quindi in realtà non potremo avere feedback reali.
    Comincio a credere che non si può ne cercare di esser se stessi sempre e comunque, un se stessi che non esiste (ho scritto un post tempo fa su questo argomento), ne cercare di cambiare per gli altri. Siamo maledettamente incapaci di comunicare, possiamo solo annaspare sperando che ci sia un senso in tutto questo :P

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  6. dipende sempre da quale se stessi si vole essere

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  7. ma quanto hai ragione! mi illumini di questi tempi! ;)

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  8. sono daccordo con te , ciao e buona serata .

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