giovedì 31 dicembre 2009

La scusa del Perdono


Ancora pochi posts, ma i vostri commenti già spolverano nella mia mente dei vecchi episodi risalenti all’inizio di quest’anno e che hanno modellato alcuni miei modi di pensare. In questo caso è stato il commento di ilpargolo nella parte: “C'è da dire che poi il relativismo che implicitamente ammettiamo ogni giorno come la base della conoscenza ci induce a considerare ogni punto di vista egualmente valido, quando così non è.”

Istintiva la mia risposta: “[…] ritengo che quei punti di vista che tu dici non essere egualmente validi non siano altro che delle giustificazioni che le persone usano per procedere in modi che loro sanno sbagliati, ma li preferiscono per andare a loro vantaggio.

Sì perché quest’anno mi è capitato di osservare una cosa: alcune persone agiscono nel loro interesse e dopo chiedono scusa. Insomma, si può dire che usano la scusa del perdono: una volta che loro si mostrano pentiti, la colpa passa a chi riceve le scuse per non saper perdonare. A me è sempre stato insegnato che il perdono va ai pentiti e non a chi ha pianificato le scuse. E questo atteggiamento, in tutta sincerità, mi lascia a bocca aperta.


9 commenti:

  1. la difficoltà, forse, sta nel capire quando la richiesta di scuse sia pianificata e quando dettata da un sincero pentimento.



    Benvenuta su splinder e buon anno nuovo

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  2. grazie.

    sono contento che ti abbia fatto sorridere

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  3. Onorato della citazione (forse però devi sistemare mglio il link :P) :)



    Da quel che dici però sei stata fortunata: hai conosciuto persone che chiedono scusa, io talvolta neanche quella...

    A volte è talmente tante volte reiterata l'azione egoistica che "che bisogno c'è di chiedere suca un'altra volta?" Donde la considerazione che relativismo o no, molte persone sono egoiste e maleducate e per questo piegano le loro idee al proprio interesse immediato e pratico.



    Relativismo non è solo vedere le cose a proprio vantaggio, ma spesso è sinonimo di piccolezza. Il fatto di non voler riconscere che esista un nocciolo duro attorno a cui s'attacca la polpa della vita è sinonimo del fatto che forse non ti sei guardato attorno, che non hai intravisto certe forme ricorrenti in situazioni diverse etc.



    Altre volte il punto di vista è viziato dalla superficialità con cui si guardano le cose perciò capita di vedere rosso o blu quello che in realtà è viola.



    Sì certo è anche questione di comodo però boh?!

    Ora di pappa! Scappo!

    Ciaü! =)

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  4. Mmh... Beh, è ovvio che c'è qualcosa che non torna o__O

    Le parole sono mezzi di comunicazione, ma se manca il contenuto (che in questo caso sarebbe il pentimento conseguente ad un'attenta riflessione interiore) allora... non trasmettono altro che loro stesse. O, per dirla in maniera un po' più elegante, sono contenitori finemente decorati che nascondono il vuoto presente al loro interno.

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  5. Dire che ogni punto di vista ha una sua dignità non equivale certo a condividerlo (tra l'altro sarebbe anche logicamente impossibile): ovvio che ciascuno abbia un giudizio sulle idee diverse dalle sue, che può essere di approvazione, disapprovazione, indifferenza, ma diffido sempre da chi ritiene di possedere la verità o peggio si sente in dovere di imporla d altri...

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  6. Trovo molto interessanti questi tuoi primi post e mi permetto di intervenire per chiedere il tuo personale punto di vista

    Mi ritrovo spesso dalla parte di chi la scusa ce l'ha sempre pronta, anche quando non vorrebbe tirarla fuori questa parola...

    Ora quello che non capisco, correggimi se sbaglio, e' perche' non si riesca a prendere l'occasione delle scuse vere o pianificate che siano per iniziare un dialogo costruttivo cioe' si ti perdono ma guarda che... non pensi che dovremmo parlarne.... che cos'e' orgoglio ? sentirsi presi in giro ? mancanza di fiducia quindi ?

    Io credo che alla base in questi casi manchi il dialogo costruttivo lo scambio del proprio punto di vista e la voglia di condividere i propri obiettivi per farli diventare comuni

    Un saluto


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  7. condivido. perdono e giustizia insieme. questione di filosofia del diritto, o del rovescio..

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  8. Con piacere.

    ho dato un'occhiata a quel blog e posso condividerne certi contenuti ma non provo particolare simpatia per i cultori della scienza come religione da contrapporre a quelle dell'ignoto, figuriamoci con la matematica (sempre che sia quello il pensiero del Matematico Visionario, potrei sbagliarmi). Comunque per dare un giudizio sincero dovrei leggerlo con più attenzione.

    Per quanto riguarda il discorso politico, ovviamente ho usato il virgolettato proprio per evidenziare la metafora del mio pensiero:

     "Il mondo funziona attraverso un sistema <<politico>>: la maggioranza domina; la minoranza tenta di sopravvivere ma per questo cambia di continuo il proprio volto; le eccezioni invece, liberi da qualunque corrente, si muovono individualmente e sono destinate alla lotta eterna ma, benché affrontino maggiori ostacoli, non potranno mai rinnegare se stesse." 

    La vita politica è il riflesso di quella "reale". Il mio ragionamento è quindi doppio: come hai detto tu ho applicato il tuo discorso alla politica. Ma è altrettanto valido il procedimento inverso e possiamo usare la metafora della politica per descrivere con efficacia l'umanità: in quest'ultima la <<maggioranza>>  rappresenta la massa, la tendenza prevalente con i relativi costumi e stereotipi. E i vantaggi sono noti a tutti; la <<minoranza>> è costituita invece dagli opportunisti e dai doppiogiochisti e cerca in tutti i modi di diventare maggioranza; tutte le persone che invece ragionano con spirito critico e soprattutto con libertà intellettuale non si potranno mai confondere con le altre due categorie...

    Ops!  E' ora di pranzo....

    Continuerò più tardi. Un saluto.

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  9. Eccomi.

    Trovo molto più interessante il tuo blog di quello del tuo amico. La semplicità è un gran dono! Come l'originalità.

    Comunque ti invito a leggere i miei post. Sono un tantino lunghi ma ti assicuro che, anche se al primo impatto possono sembrare incentrati solo su politica e giornalismo, in realtà parlano dell'uomo e della sua mediocrità. Sono graditissimi i tuoi commenti. Salta pure l'annuncio sui mici.



    Prima, riguardo al Matematico Visionario, ovviamente non ho dato giudizi sul suo blog  ma solo espresso l'impressione del momento, avendo dato una sbirciatina di appena trenta secondi alla colonna sinistra del template. Poi trovo francamente inutile avere il bisogno di specificare che <<ho un cervello, non sono un analfabeta, non uso la "k">> proprio con quei ridicoli banner preconfezionati dell'era facebook  che non sono poi tanto diversi da quelli usati in abbondanza dai blog che della KAPPA fanno il loro idioma.

    Insomma, scrivi e basta. Non è un mistero che il Web 2.0 mi sta sulle palle...

    Ma queste sono cose poco importanti.

    Leggendo con attenzione quel post, "le parole e i fatti", posso condividerne si lo spirito, ma trovo pesantissimo il modo in cui è scritto. Alla fine bastavano due righe per esprimere il pensiero del Matematico Visionario.

    Vabbé, i gusti sono gusti.

    In seguito sono capitato nell'ennesimo logo che <<alza la voce contro il decreto Alfano>>, seguito da una frase illuminante: <<anche se questo blog non si è mai espresso politicamente e ritiene di non essere a "rischio" censura dalla nuova proposta di legge, si sente in dovere di partecipare allo sciopero dei blogger per protestare contro questo decreto>>.

    Ovvio...

    Ma <<dovere>> verso chi?



    P.S. Io, umilmente, non mi definisco un blogger: sono solo un ragazzo che scrive su internet ciò che ha già scritto in privato, fingendo di essere ancora nell'era di Bill Gates e non in quella attuale.

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