venerdì 19 febbraio 2010

Sintesi

Leggo e rileggo i miei post, e ci sono due temi che vedo ricorrere: il problema della chiusura col passato, la preoccupazione delle reazioni degli altri. Due temi che ho sempre creduto non mi appartenessero, eppure a quanto pare sono molto presenti a livello inconscio. E allora concludo con una frase, un’ultima (si spera) metafora sugli argomenti:

Mi sono accorta che il mio portapenne è pieno di penne scari-che. E se voglio continuare a scrivere devo comprare le nuove e buttare le vecchie.

Sarà forse questo il primo passo per l’equilibrio?

6 commenti:

  1.  ecco... lo sapevo! sempre a contraddirmi! mica le posso buttare le rapido!!!

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  2. Dipende.. sono penne che si possono ricaricare? ^_^

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  3. Vero, anche il mio portapenne è pieno di roba che non scrive. Però a certe penne siamo affezionati perché ci hanno permesso di lasciare giù dei bei pensieri e forse le vorremmo sempre con noi.

    Magari invece siamo solo pigri! ;-D))

    Aloha

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  4. Secondo me è un passo importante. Aggiungo due mie considerazioni.

    1) Anche quando riusciamo a non pensare più al passato, siamo il frutto di quel che è stato. Anche se in momenti di profonda serenità ho la sensazione di poter ritrovare il mio "io" che prescinde da tutto.

    2)Di quello che dicono o pensano gli altri riesco a non darci molto peso, mi difendo bene con l'indifferenza soprattutto quando sono critiche immotivate e superficiali.


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  5. Beh, in fondo è un argomento importante, quindi è normale che tu ci rifletta sopra più volte. Comunque, permettimi di dissentire (almeno parzialmente). Infatti, sebbene non si possa stare dietro ad un’infinità di cose contemporaneamente (e quindi si debbano fare delle scelte), credo che non sia proficuo prendere e gettare via il passato per far spazio al presente. Perché così facciamo semplicemente una sostituzione (e non un’evoluzione/miglioramento). Piuttosto, trovo auspicabile utilizzare anche ciò che abbiamo acquisito in passato e collegarlo a ciò che ci accade nel presente (e che ci accadrà in futuro), così da costruire la nostra esistenza come un flusso, senza rinnegamenti tout court ;-)

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  6. Io sono in continua lotta col passato, non so come "liberarmene" a volte. Non credo che bisogna liberarsene, ma penso che sicuramente bisognerebbe riuscire a farci i conti senza viverci. Io mi ritrovo a volte a viverci ancora, ma che posso farci? Sono una sentimentale.
    La cosa divertente è che però lo rivivo solo nei post che metto sul blog. Forse lo uso proprio per questo, per far uscire il "peggio" di me. O forse per fare in modo che prima o poi rileggendo io decida di fare qualcosa al riguardo.

    Un abbraccio

    Lupa

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