Altro non siamo che il tronco di un albero, e da noi si estendono dei rami che rappresentano le nostre relazioni. Ad ogni ramo noi doniamo la nostra linfa, che attraversandoli permette loro di nutrirsi e generare dei fiori. Noi, in quanto parte della flora, ci ritroviamo a dover far fronte al passare delle stagioni ed a comprendere che quei fiori che vediamo nascere dai nostri rami non possono essere eterni. E che molto spesso, non lo sono neanche i rami.
Quando un nostro ramo appassisce, dobbiamo imparare ad accettare che non ha senso far gravare su di noi qualcosa che non può più donarci quell'aspetto vigoroso che abbiamo avuto precedentemente.
Dobbiamo imparare che non possiamo sperare che fiorisca un ramo senza vita, e che donargi ancora la nostra linfa non riporterà quella stagione passata. Continuare a cedere la nostra linfa a un rampo appassito, che magari ha avuto anche un gran periodo di fioritura, vuol dire perderla. Dobbiamo imparare che quando un ramo è appassito dobbiamo rivolgerci altrove, e far scorrere trepidamente la nostra linfa in quei nuovi germogli che attendono solo di essere coltivati. Sperando, perché no, che possano dar vita a un ramo più forte che possa superare le brutte stagioni.
Un ramo appassito non potrà nuovamente maturare, e non dobbiamo guardare la sua bellezza passata con nostalgia, ma con un sorriso per il ricordo di quello che è stato e che oggi non è più. Impariamo che potare un ramo non ha altro scopo che evitare di sprecare le nostre risorse per ciò che nonostante il nostro sacrificio non avrebbe comunque vita. Permettiamo al tronco di non procurarsi dolore, e di investire la linfa nei germogli vivi.
a cavallo tra cerere e proserpina..
RispondiEliminauhm... quanti anni hai detto di avere, tu?
RispondiEliminaApperò...
RispondiEliminaMimì
...poi mettiamo anche quelli nel caminetto???
RispondiEliminaGià.. un ramo senza vita.. sarebbe triste e vuota la nascita e ormai lo "sviluppo" quasi impossibile di esso..
RispondiEliminaDifficile che non si provi dolore all'albero, dopo aver spezzato un ramo.. E' come privarlo, in qualche modo, dei suoi arti superiori.. però, sì, bisogna concentrare comunque le proprie energie per la fioritura di nuovi germogli.. Per il loro bene, non possiamo sprecare linfa per ciò che ormai è appassito o seccato..
Splendido post.
I miei omaggi,
KiraSakuya.
parole sante condivido ciao maria antonia
RispondiEliminaCondivido...apprezzabile metafora, anche se penso che le relazioni umane siano, aimè, ben più complesse.
RispondiEliminaCiao :)
siamo anche radici dell'albero
RispondiEliminale radici sono ciò che ci legga alla madre terra
il nostro passato, le nostre convinzioni
senza di loro siamo in balia delle intemperie
Volevo solo dirti che questo è un post da cui traspare un'incredibile sensazione di positività :-)
RispondiEliminaHo sempre creduto di essere un albero, mi ero scelta anche il genere, il sesso, la famiglia arboria... ultimamente ho cambiato idea. Mi chiedo perchè...
RispondiEliminabel blog
Bah.
RispondiEliminaE' decisamente così.
RispondiEliminaUna metafora che rende. Ma è così difficile mettere in pratica....
RispondiEliminaLupa
il ciclo dei sentimenti come il ciclo della natura, fertili e caduchi, cerere e proserpina
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