In questi giorni, a seguito di alcune discussioni, ho avuto modo di osservare che spesso tendiamo a giustificare le nostre paure, e quindi dei nostri modi di agire, con le esperienze passate. In effetti le due cose un po’ sono collegate: le esperienze ci segnano, ci condizionano e ci cambiano. E ognuno di noi cerca di evitare delle strade che in passato gli hanno portato dei dispiaceri.
Allo stesso tempo, però, mi sto accorgendo che la causa del nostro modo di essere spesso diventa una giustificazione per rendere lecite le nostre azioni. È quasi come se volessimo apparire agli occhi degli altri come delle vittime da comprendere, e al posto di superare le nostre paure, usiamo queste come dei mezzi per mostrare le nostre sofferenze.
E in questo modo non rendiamo l’esperienza uno strumento in grado di guidarci cautamente in situazioni che potrebbero rivelarsi sbagliate, ma la rendiamo uno stupido pregiudizio che molto spesso fa pagare a chi non c’entra niente alcuni nostri, ormai passati, dispiaceri.
È proprio delle persone immature farsi scudo dei problemi irrisolti per giustificare azioni incomprensibili e ingiuste. Purtroppo, per esperienza, tendono a proseguire su questa strada molto a lungo...
RispondiEliminaSono interessanti le tue riflessioni, tornerò a leggerti. Ciao!
E, alla fine, inevitabilmente, diventiamo vittima di noi stessi.
RispondiEliminaCe ne sono a chili di persone che trovano lecito questo comportamento. Lo trovo abbastanza schifoso.
RispondiEliminagiusto quello che hai scritto ma
RispondiEliminapurtroppo le persone non sono tutte uguali
c'è chi ha bisogno di essere confortato prima di confortare altri
chi i propri problemi prima li deve capire per poi superarli
ci sono vaire fasi nel dolore
la cosa positiva è capire il proprio stato e riuscire a passare al successivo...
migliorando
tutti ne hanno/avrebbero bisogno.
EliminaMa aspettarsi questo conforto, o giustificarne l'attesa con la mancanza, è deleterio.
In passato ho fatto così. Per talune cose mi succede ancora. E non va mai bene.
Non fa altro che rimandare la fase in cui si paga di proprio pugno il proprio passato (colpa o non colpa). E si cresce.
Perchè il conforto non ti assicura l'indipendenza in futuro. Aiuta molto, ma non dev'essere l'Aiuto.
Nella speranza, nel frattempo, meglio almeno tentare da sé. E' l'unico modo per essere pronti a captare aiuti esterni. Lo dice la sopravvivenza, non io.
Praticamente un'ingiustificazione.
RispondiEliminaConcordo! :)
RispondiEliminaAnche ai figli a volte, fa pagare.
RispondiEliminaGnà starci tanto attenti...
Mimì
Prima di tutto, ti ringrazio per la visita e per il commento ;).
RispondiEliminaSeconda cosa, leggendo il tuo post, mi sono ritrovato davanti ad una riflessione...
Ti rispondo subito al commento che mi hai lasciato: come ho anche scritto, non è vero che non mi lamento, perchè anche io mi lamento molto e sarebbe un' ipocrisia non dirlo. Ma a differenza di molti, mi lamento di quello che NON ho, di quello che desidero veramente avere, di quello che mi manca, di quello che ho provato in tutti i modi ad ottenere ma non sono mai riuscito per cause esterne a me. E non penso che mi lamento perchè mi piace fare la vittima. certe cose e certe situazioni, mi sono successe realmente e mi hanno fatto star male realmente, non solo per farmi dire: "sono una vittima".
Detto questo, forse hai colto in pieno xkè a volte mi da fastidio sentire la gente lamentarsi. Premettendo che il fastidio che provo dipende sempre dalla persona (per cui ci sono persone per le quali non provo fastidio e persone che non sopporto sentirsi lamentare), uno dei motivi per cui mi infastidisco è che forse sento certe lamentele come un "vittimismo" di cui si potrebbe fare anche a meno. Soprattutto se queste persone fanno le vittime solo quando le cose non vanno bene e spariscono quando invece la vita gli arride e gli sorride (caso successomi di recente).
Venendo al tuo post, che si collega con il discorso... io se sono quello che sono e se ho certi difetti e certe difficoltà, di sicuro lo devo alle esperienze (non positive, alcune) che ho avuto da bambino. Sai, quando a 12, 13 anni provi a cambiare look e vieni preso per il culo da tutti i tuoi amici, ti viene difficilissimo provare a cambiare look quando sarai più grande, perchè hai sempre paura e terrore che ti possano prendere in giro, che la gente ti possa sfottere all' infinito facendoti sentire ridicolo.
Questo è un esempio di come le esperienze ti formano e di come non è così facile poi uscirne... io in questo caso, ci sono riuscito dopo 7, 8 anni, ma solo xkè forse ho acquistato più autostima di me e sono riuscito a superare il blocco. Ma per quanto riguarda altre cose, non riesci subito e non ti viene facile.
E' vero, a volte la cosa può sembrare una giustificazione più che una motivazione, ma penso dipenda molto sia dalle situazioni, sia dalle persone. Certo, se tu senti delle giustificazioni assurde, capisci benissimo che quella persona lo fa apposta e nasconde i suoi comportamenti dietro una falsità... oppure usa quella scusa per farsi vedere come vittima di fronte agli altri.
Però davvero, io credo che ci siano delle situazioni che ti bloccano veramente, ti rendono tutto più difficile e, pur sforzandoti e provando a superare il blocco, non ci riesci.
Voglio concludere dicendo una cosa sincera: non so se dico questo per difendermi, xkè magari anche io sono così per certe cose (anche se non ne sono sicuro, xkè io cmq ci provo a liberarmi di certe situazioni ma non ci riesco, mi sento proprio bloccato). Però sinceramente, non credo che se riuscissi a liberarmi di qualche blocco, continuerei a far finta di averlo per fare la vittima. Dopotutto, come ho detto nell' esempio, sono riuscito alla fine a cambiare look e superare la cosa :D. Se no, avrei continuato ad essere sempre uguale e lamentarmi che non cambio xkè da piccolo mi prendevano tutti in giro...